“SOUSVEILLANCE Pratiche di osservazione dal basso”

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La proposta laboratoriale condotta e realizzata dalla giovane artista visiva Greta Maria Gerosa in collaborazione con “Second Generation, nasce da una riflessione sullo spazio urbano contemporaneo come ambiente costantemente osservato, registrato e archiviato.

Telecamere di sorveglianza, dispositivi mobili, mappe digitali e piattaforme social costruiscono una visione della città che tende a essere funzionale al controllo, alla sicurezza e alla gestione dei corpi.

A partire dal concetto di controsorveglianza elaborato da Steve Mann, il progetto propone un’inversione dello sguardo: non più essere soltanto oggetti di osservazione, ma soggetti attivi nella produzione delle immagini. Attraverso l’uso consapevole dello smartphone, i partecipanti sono invitati a filmare la città dal proprio punto di vista quotidiano, intimo e situato.

Camminare, aspettare, attraversare, sostare: gesti minimi che diventano materia visiva e politica, l’atto di riprendere non è pensato come documentazione neutra, ma come pratica di autorappresentazione e di riappropriazione dello spazio urbano.

Il laboratorio si configura come uno spazio di sperimentazione collettiva, in cui le immagini individuali vengono condivise, discusse e montate insieme, dando forma a un cortometraggio corale.

Un’opera che mette in crisi l’idea di visione totalizzante e introduce una narrazione dal basso, disallineata rispetto ai dispositivi di controllo. L’opera vuole condurre ad un processo di consapevolezza: su come guardiamo, su come siamo guardati e su come le immagini possono diventare strumenti critici, invece che semplici tracce di sorveglianza.