Oggi, 17 ottobre 2026, in Piazzettta Coin a Mestre, si è parlato di affido e accoglienza con i minorenni migranti e le famiglie accoglienti di Venezia attraverso un’azione pubblica performativa artistica, culturale, sociale e politica di “utilizzo” degli spazi cittadini. Con coraggio, dalle 15,30 alle 18.30 è stato attraversato lo spazio urbano della Città con l’emozionante performance Togetherness che da una parte ci ha portato nelle storie dei minorenni migranti segnate da un gioco di forze e di precari equilibri, dall’altra ha dato parola alle esperienze delle famiglie affidatarie e alle famiglie accoglienti del territorio.
Un fare città innovativo e rivoluzionario che, grazie al progetto InTessere – Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione, presentato dal CNCA, alle associazioni APS Live Arts Cultures e Second Generation APS, ai Minori stranieri non accompagnati, e non, ai Servizi pubblici rivolti ai minori, alle comunità di accoglienza per i MSNA del territorio, alle famiglie accoglienti minorenni stranieri, hanno potuto dar voce ad una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte, ma che decide di prendersi cura di uno dei fenomeni sociali più controversi e strumentalizzati del secondo millennio: i Minori Stranieri Non Accompagnati all’interno delle migrazioni forzate.
Non uno spettacolo, quindi, con attori da una parte e spettatori dall’altra, ma un’azione pubblica, performativa e comunitaria a cui tutti i presenti, nell’ambito delle proprie disponibilità e coinvolgimento hanno contribuito alla realizzazione chi con l’esposizione dei propri corpi, chi con la propria voce, chi con i propri racconti, chi con la sola presenza nell’attraversare lo spazio pubblico interessato dall’evento.
“ Due strade ad un bivio nel bosco, ed io presi quella meno frequentata, e da ciò tutta la differenza è nata”
R. Frost “La strada non presa”
Togetherness è un appuntamento duplice, una performance e un incontro, un momento da dedicare allo sguardo e all’incontro.
Dopo lo svolgimento di un percorso dedicato a ragazzi minorenni migranti, e non solo, la performance porta il loro vissuto al centro della scena: un’azione corale,
nata per abitare spazi urbani, di giorno o di notte, in piazza o in un viale.
La performance si svolge su di una pedana che si fa metafora di uno spazio confinato in cui discutere le nature, gli spessori, i varchi dei nostri confini umani.
Alla base della visione c’è l’urgenza di abitare un confine e coglierne le qualità, capirne i potenziali positivi che ci orientino verso aggettivi di identità, permeabilità e relazione.
Un difficile orientamento per ritrovare le strade di case sempre diverse.
L’azione performativa si intreccia e si accompagna a un momento di conversazione sul tema dell’affido rivolto ai minorenni migranti soli. Ne parleranno il Servizio Infanzia Adolescenza del Comune di Venezia, Alessia Pesci e Mattia De Bei del Progetto “InTessere, sostenere il diritto alle relazioni familiari dei minorenni migranti”, con alcune testimonianze dei protagonisti.
L’evento si colloca all’interno della manifestazione cittadina Dritti sui Diritti.
Evento promosso da Progetto InTessere, CNCA, REM, Coges
A cura delle Associazioni Live Arts Cultures e Second Generation
Performer: un gruppo di ragazzi
Regia: Marianna Andrigo, Asja Donadel
Supporto organizzativo: Claudio Donadel, Bianca Scavezzon
Documentazione video: Monica Billiani
